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Il sito AID è sotto attacco !
Cari colleghi,
da un anno e mezzo circa, e per periodi via via sempre più lunghi, il nostro sito è sotto attacco - come moltissimi di voi ormai hanno da tempo verificato cercando di collegarsi.
Subiamo ormai per lunghissimi periodi, con interruzione di pochi giorni ogni tanti, un’autentica "espropriazione informatica" radicale, con soppressione completa dei nostri contenuti e sostituzione totale da parte di un "sito fantasma" che espone il nostro stesso indirizzo internet ( un sito teoricamente impossibile tecnicamente, e materialmente e legalmente falso!) ma che, naturalmente, nulla ha a che fare con noi. E che impedisce, nei periodi di sostituzione a noi, di accedere al nostro sito anche al nostro stesso webmaster, rendendo praticamente impossibile pubblicare i materiali del nostro lavoro!
La stessa possibilità tecnica di una tale sostituzione totale ci veniva sino a pochi mesi addietro negata dai consulenti avvicinati – eppure avveniva ed avviene!! E comunque nessuno è stato in grado neppure di avvicinarsi alla soluzione del problema.
Poi questa estate, in un convegno internazionale con la partecipazione di alcuni tra i più quotati esperti informatici, si è cominciato a chiarire il possibile meccanismo di intrusione usato in questi (rarissimi!) casi – l’articolo della rivista "Internet magazine -Go! online" che alleghiamo pare scritto proprio sul caso nostro!!
L’autorevole redattore delinea la metodologia di un tale intervento pirata, realizzabile con una capacità di infiltrazione nella rete web che solo una tecnologia raffinata e non facilmente disponibile pare in grado di permettere.
Inoltre, il “sito pirata” che aggredisce noi è assai particolare: 1) è assolutamente senza contenuti propri, riporta solo pubblicità di altri siti, prevalentemente richiamante la dizione “AID” nella denominazione e/o nel testo; 2) ancor più atipico, è assolutamente senza indicazioni su chi lo gestisca e su dove abbia sede, e non fornisce alcuna possibilità di contatti, neppure via e-mail!
Queste due caratteristiche rendono ancor più indecifrabili le motivazioni del pirata: (1) qui non c'è nessun significativo guadagno ad impossessarsi di un sito con bassa frequentazione come il nostro, per lanciarvi pubblicità; (2) è inconcepibile che ci si impossessi di un sito per pubblicizzarsi anche tramite esso e poi non si indichi alcun modo (tel, mail, indirizzo, webmaster,...), neppure quelli di legge, per farsi contattare dai possibili inserzionisti!!
Altro fatto strano nella complessiva “stranezza” è il "vai e vieni" dell'intrusione senza che noi, ogni volta, si sia potuto far nulla per farla cessare; e poi il suo dipendere dai fornitori telefonici usati (su Telecom e Fastweb succede di più, su Wind meno…) e/o dalle zone territoriali ( nello stesso istante, sulla stessa rete telefonica un collega di un quartiere vede il nostro sito mentre un collega di altro quartiere vede quello pirata).
Insomma, chi è ad espropriarci e perchè lo fa resta totalmente oscuro (mentre l’articolo spiega finalmente come lo può fare e con quanto dispendio di mezzi e di tempo).
Una cosa sembra probabile: o esiste un meccanismo ancora ignoto che causa una generazione spontanea ed involontaria di “immagini fantasma” e “prevalenti” sui siti reali, o chi ci sta espropriando mira solo a disturbarci ed è dotato di mezzi di livello superiore a quelli ordinari.
Vorrà dire che se continuerà, anche dopo le iniziative che stiamo tentando, partiremo con un altro sito – e vedremo se il “fantasma” potrà/ vorrà inseguirci.
Intanto, anche per i problemi di funzionamento di rete abbiamo lavorato "sottotraccia" in questi mesi: ma nei prossimi giorni ri-usciremo in superficie, con il lavoro svolto in questo periodo cruciale – chiedendo eventualmente ospitalità ai siti “fratelli”(quali www.coordinamentoitp.it e www.informazionedocente.it ) per avere comunque visibilità costante.
Per ora segnaliamo l’articolo allegato per capire in che mani siamo (e chiediamo eventuali suggerimenti via mail a chiunque ritenga di poterci aiutare a cacciare il pirata).
Paolo Grillo
Il sito AID è sotto attacco ! (file PDF)
Articolo allegato (file PDF) |